Paese che vai, giornalismo che trovi - Prospettiva Editrice - 2011
"L’obiettivo
del libro è quello di analizzare nello specifico il mondo del
giornalismo politico-economico italiano e straniero partendo dai tre
modelli rintracciati dagli studiosi Daniel C. Hallin e Paolo Mancini:
Mediterraneo o pluralista-polarizzato, Europeo centro-settentrionale
o democratico–corporativo e Nord – atlantico o liberale. Un
viaggio che si concentra sulla
storia del rapporto tra giornalismo e potere economico-politico di
sei paesi in particolare con i loro relativi quotidiani più
importanti: Inghilterra (Daily Telegraph), Usa (New York Times),
Italia (Repubblica e Corriere della Sera), Francia (Le Monde), Belgio
(Le Soir), Germania (Frankfurter Allgemeine Zeitung). A
tutto questo si aggiungono le interviste a professionisti del calibro
di: Salvatore Aloise (Le Monde), Antonello
Caporale (Repubblica), Antonio Macaluso (Corriere della Sera), Furio
Colombo e Tobias Piller (Frankfurter Allgemeine Zeitung).
Interviste che hanno dato vita ad un interessante confronto tra
professionisti su temi come il rapporto del giornalismo con il potere
politico, il giornalismo economico e la televisione pubblica oltre ad
un confronto tra informazione italiana ed estera".
Cronaca di un legame di sangue - Prospettiva Editrice - 2009
"Fly me to the moon/ and let me play among the stars/ Let me see what
life is like/ In other words/ In other words/ I love you... I love
you". Siamo in una tranquilla provincia nella quale non succede mai
nulla. Francesco Brunetti ha preso la laurea a fatica e altrettanto a
fatica ha trovato un lavoro in un giornale locale, dopo molto
vagabondare. Aveva una ragazza, certo: ma tra la sua Peugeot 106 Palm
Beach e la Bmw Z3 blu notte di un altro, la ragazza ha scelto ...beh,
indovinate un po' voi. "In other words/ In other words/ I love you... I
love you" Sì, la canzone è familiare. E' familiare alla signora anziana
che l'ha sentita uscire per ore dall'appartamento degli N'Diaye,
famiglia di origini senegalesi brutalmente massacrata. E' ancor più
familiare all'assassino che, mentre affonda il coltello per la seconda,
per la terza, per la quarta volta, la spara a tutto volume. Francesco
Brunetti lavora alla Gazzetta della Provincia e sta scrivendo un
articolo sulla scena a cui ha assistito, ed è una scena che non lo farà
dormire per molte notti. Ormai impressa a fuoco nella sua mente c'è una
ragazza di venticinque anni, Michela Levi. Poi c'è sangue ovunque; sulle
pareti, sui pavimenti, sul soffitto. E l'odore di morte, e il suo corpo
nudo che è inchiodato al muro. Cucita sul suo corpo con del comune filo
da sarta, una stella gialla come quella che i nazisti imponevano agli
ebrei. Dimenticavamo la famiglia N'Diaye: sì, perché Francesco riesce a
vedere anche loro, ormai morti, seduti per terra con quattro collari,
quattro guinzagli attaccati al muro. E comunque si abitui Francesco
detto Cesco; questo è solo l'inizio di un'escalation di omicidi cruenti a
sfondo razziale e con inquietanti riferimenti al nazismo. Non solo:
come può la vita di un giornalista intrecciarsi a quella di un
assassino?"
Tra le iniziative c'è stata anche quella di "Cronaca di un legame di sangue in the World" i lettori del libro hanno scattato foto del mio romanzo nei posti più disparati e me le hanno inviate. Ne è nato un album che potete vedere qui.
PRIMA INTERVISTA
PRIMA INTERVISTA

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