Giornalista? Quindi lavori gratis!

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2 Comments


Le parole sono importanti!” urlava Nanni Moretti ma non è sempre così. Che si viva in un mondo del lavoro come quello italiano che è sui generis (per non essere volgare) ne siamo tutti consapevoli. Però la fauna che si trova negli annunci di lavoro riguardanti il giornalismo è particolarmente curiosa. Perché? Perché nella maggior parte dei casi si parte da un presupposto che molti, troppi, sembrano ormai dare per scontato. Giornalista? Quindi lavori gratis!


Ecco, visto che le parole sono importanti è bene ribadire a chi forse se l'è dimenticato il significato della parola LAVORO. Prendiamo un dizionario e probabilmente rimarremo stupiti di quanto leggeremo.

Occupazione specifica che prevede una retribuzione ed è fonte di sostentamento”

oppure

Attività materiale o intellettuale per mezzo della quale si producono beni o servizi, regolamentata legislativamente ed esplicata in cambio di una retribuzione

Dunque, se la lingua non ci inganna, se si cerca sui tanti portali per la ricerca di LAVORO si presuppone di trovarsi di fronte annunci che prevedano l'offerta di “attività materiale o intellettuale per mezzo della quale si producono beni o servizi in cambio di una retribuzione”. Perché, in caso contrario, ci si troverebbe di fronte ad un annuncio di volontariato. 

E invece no. Se digitate le parole “giornalista”, “giornalismo” ecc... nei portali e iniziate a leggere cosa c'è scritto la prima cosa che salta all'occhio è la sfilza di “Stage” che di per sé, soprattutto in Italia, prevedono di fare un mazzo tanto in cambio di Zeru Euri per dirla alla Mourinho.

Se avete già fatto la gavetta aggratise quando avete iniziato a fare i giornalisti quelli li eliminate a priori. E poi? Poi ci sono quelli che in teoria, almeno in teoria, dovrebbero offrire un lavoro. Eccone alcuni.

******** cerca blogger e/o giornalisti freelance che siano disposti a collaborare gratuitamente con la nostra testata giornalistica. Cerchiamo un collaboratore, prevalentemente nella città di Bologna. La collaborazione avverrà a distanza part-time con orari da definire. E’ richiesta oltre a una buona capacità di scrittura, competenza e passione per il mondo delle auto e dei motori. Inoltre è gradito avere dimestichezza nella fotografia e nelle riprese video per seguire eventuali eventi sul territorio (non è richiesta competenza nel montaggio video)”. NESSUNA RETRIBUZIONE

“Cercasi giornalista sportivo. Collabrazione a titolo gratuito ma finalizzata al conseguimento del tesserino di giornalista/pubblicista. Disponibilità a seguire incontri di calcio. La ricerca si intende rivolta ad entrambi i sessi”. GRATIS, NOTARE L'ERRORE...

“Per nuovo progetto editoriale partito ad Agosto, cerchiamo collaboratori: giovani aspiranti giornalisti/bloggers che vogliano scrivere di sport, eventi, spettacolo, cultura e tendenze. Si offre la possibilità di farsi le ossa partecipando a conferenze- stampa, prime e grandi eventi, al momento non è prevista retribuzione. Si richiede: motivazione, costanza, capacità di scrittura e passione per gli argomenti trattati”.

Se dicessi che non esistono annunci di lavoro retribuiti mentirei. Esistono, anche se spesso si tratta di contratti a progetto, cococo, partita iva, collaborazioni ecc... per periodi di massimo un anno. Ma questo è un altro male e un altro problema.

Se non dicessi che il problema è anche della nostra categoria (dove si accettano condizioni come quelle o con retribuzioni risibili, in alcuni casi per necessità pure comprensibili, ma in altri per il solo gusto di vedere il nome sul giornale) non sarei onesto.

Altro male, altro problema.

E per quel che mi riguarda, il lavoro gratis se lo possono mettere nel... aprite il dizionario e scegliete una parola. 

Ps: Chiunque voglia segnalare esempi come quelli che ho citato può spedirli all'email del blog.
mercoledì 21 settembre 2011


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2 commenti:

Irene Chinappi ha detto...

mi hai tolto le parole di bocca... :D Mi opero immediatamente per contribuire all'inchiesta, ho copioso materiale a disposizione, ahimè

Dario Aloja ha detto...

E' Assurdo tutto questo. Ho collaborato per testate (se così le possiamo chiamare)che retribuiscono una miseria. Dovremmo opporci a tutto questo, ad una realtà che ci vede sfruttati ed umiliati quotidianamente. Quanto vale la nostra professionalità? Sicuramente di piu' dei pochi spiccioli ad articolo "generosamente" elargiti dai pochi mecenate dell' informazione che parlano di retribuzione. Occorrono regole, leggi e condizioni. Il lavoro non può e non deve valere pochi spiccioli. A maggior ragione se a farlo sono persone qualificate, preparate ed appassionate che forniscono quotidianamente un servizio preziosissimo all'intera collettività.