Il “Fatto Quotidiano”: novità o bufala?

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Formato accettabile, foliatura essenziale (23 pagine) e tanti contenuti spesso però troppo prolissi. Si presenta così “Il Fatto Quotidiano” il nuovo giornale del direttore Antonio Padellaro e di Marco Travaglio che da oggi è nelle edicole di mezza Italia (per sapere dove trovarlo cliccare qui).

Il giornale a prima vista è piacevole e sin dall’apertura capisci subito qual è l’andazzo. Titolo: INDAGATO LETTA. Da 10 mesi. E nessuno ne parla.

Nell’editoriale Padellaro espone la politica del quotidiano che “non vuole avere un padrone” e che “sarà un giornale di opposizione” a Berlusconi e anche al Pd e alla sinistra verso le quali “non faremo sconti (...). In questi anni non hanno costruito uno straccio di alternativa”.

Le firme son di quelle importanti, che forniscono sicuramente un valore ai contenuti: Peter Gomez, Antonio Tabucchi, Furio Colombo, Oliviero Beha, Luca Telese, Massimo Fini, Paolo Flores D’Arcais ecc... Ogni pagina ha in alto una striscia con un approfondimento o una spiegazione dell’argomento trattato nell’articolo sottostante.

Simpatica e interessante l’iniziativa del “secondo tempo”, ovvero la seconda parte del giornale che si occupa di cultura, spettacoli ecc... in cui trovano spazio il web (con il quotidiano che dimostra un legame con la blogosfera sempre più forte visto che lì ha creato le basi per le adesioni agli abbonamenti tramite il sito) e basta citare le vignette di Stefano Disegni o le battute contenute in Prima di Spinoza.it.

Il tutto contornato da notizie succulente e ben esposte.

Ora le note dolenti:

- Spesso gli articoli sono troppo lunghi e scoraggiano la lettura.
- Travaglio, giornalista stimabile, è troppo presente. In Prima c’è contemporaneamente: la pubblicità di un suo libro, la notizia sul suo problema ad Annozero e un suo articolo firmato. Questo rischia di renderlo antipatico e troppo protagonista. Questo, mio giudizio personale, non va bene.

Detto questo, la scelta di non accedere a fondi statali e di puntare sugli abbonamenti è un esperimento interessante che potrebbe aprire un varco in un mercato dei giornali malato e sui generis come quello italiano. E’ una scommessa ambiziosa ma qualora la vincessero sarebbe un bel colpo. Fermo restando, però, che “Il Fatto” si presta ad essere un “secondo quotidiano” un giornale cioè da consultare per un approfondimento ulteriore o magari da leggere la sera con calma.

Un ultimo appunto, traspare una condivisione d’intenti con l’Italia dei Valori. Ecco, il pericolo che devono sfuggire è quello di alimentare l’associazione Travaglio – Di Pietro – Grillo ecc... Di questo i cittadini italiani in cerca di un’informazione libera, non hanno proprio bisogno.
mercoledì 23 settembre 2009


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4 commenti:

Enrico Maria Porro ha detto...

Così a caldo la grafica non è un granchè, con quella scelta di utilizzare font antichi e polverosi, quasi fanè, e l'uso del maiuscolo nel titolo forte. Ci sono già Feltri e Belpietro che fanno i titoloni in maiuscolo. Maiuscolo significa urlare e da Padellaro e Travaglio, sinceramente, non ci si aspettavano urla e berci, ma concetti sussurrati, forti dentro, non nell'aspetto.

Andrew ha detto...

mi sembra un buon giornale, anche perchè c'è Travaglio
un saluto

Ale ha detto...

i primi risultati sono davvero incoraggianti!

Andrew ha detto...

si si infatti ale, speriamo bene!