SEI NAZIONI: CHE WEEK END!

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Come di consueto ecco il programma del Sei Nazioni scritto da Alessio.
di ALESSIO VALLERGA
Azzurri contro Verdi, freschezza contro esperienza, sfacciataggine e disciplina. Domani alle 15.30 su La7 (e pur su www.idearadio.net con la mia voce, se mai interessasse) c’è Italia-Irlanda, per la seconda giornata del 6 Nazioni 2009. Due modi di fare rugby differenti, quello italiano e quello irlandese. Tanto in comune come nazioni (sia noi che loro siamo repubbliche relativamente giovani, con un passato di dominazioni subite) ma rugbisticamente c’è un abisso. Il Trifoglio fa scuola ovale già dalle medie, selezionando e indirizzando verso i club di punta i talenti che nascono. Lo Scudetto sta iniziando ora e per recuperare il divario ci vuole tempo. Se non altro, ci tengono particolarmente in considerazione, visto che hanno fatto i salti mortali per invitarci alla Celtic League, il torneo internazionale per club riservato a irlandesi, gallesi e scozzesi. Gli italiani di celtico hanno ben poco ma in tempi di business ci turiamo il naso e andiamo. Seriamente: ci danno l’opportunità di far arrivare il nostro movimento al livello medio delle squadre britanniche e per fortuna la Federugby, pur dovendo fare i conti con le coltellate che si rifilano in Lega, ha imposto due squadre italiane, che saranno selezioni dei migliori italiani più qualche straniero di buon livello. Prenderemo schiaffi a non finire specie all’inizio, ma da qualche parte dovremo pur cominciare. I vantaggi? Economici sicuramente. E anche tecnici: i giocatori si abituano ad affrontare gli stessi avversari nelle Coppe e nel 6 Nazioni. E la visibilità, garantita dalla tv anche se a pagamento.
Tornando all’attualità: si riparte dalla batosta di Twickenham, in cui Mallett ha fatto all-in avendo in mano le fetecchie (BergaMauro mediano di mischia) e per la quale si è già pubblicamente cosparso il capo di cenere. Si torna ad un’Italia quadrata, con i giocatori al proprio posto. Il centro Garcia esce, al suo posto BergaMirco con Pratichetti ala; Bortolami è infortunato e lo sostituisce Reato; la vera novità sta nella mediana: Griffen mediano di mischia e McLean apertura, che copre la voragine scoperta da Marcato. Il primo è stato rispolverato per l’occasione, visto che l’ultima partita l’ha giocata al Mondiale francese del 2007. Il secondo è quasi all’esordio, e come esperienza internazionale sta messo maluccio. La valutazione di Mallett è stata la seguente: ho un’apertura capace ma inesperta. Se gli metto vicino il mediano di mischia che conosce (entrambi giocano a Viadana) forse si sente più sicuro. Il piede c’è, il fisico pure, speriamo ci sia la testa. In tal caso, possiamo sperare. Anche se di fronte avrà un tipetto mica da ridere: Ronan O’Gara, 32 anni, faccia da perenne liceale inglese e la leggenda della monetina che lo segue. Una volta scommise della birra con amico: ti centro la monetina lasciata sull’erba con un calcio da 100 metri. È ancora ubriaco. Ma è pure leggero, nel senso che “sente” i placcaggi. Se finisce nelle grinfie di BergaMauro, che dopo Londra non ha più sangue nelle vene ma veleno, sono dolori per l’irlandese, in tutti i sensi. Quindi più di ogni altra cosa, ci vorrà testa. Gli irlandesi vengono dal successo con la Francia e non è risultato scontato: non erano favoriti e faticano a inserire forze fresche. Hanno imbeccato la giocata sì, spinti da Croke Park. I francesi non hanno abbattuto il muro, ma non falliscono tanto facilmente. È capitato, ma se si rigioca, dubito che i Bleu perdano nuovamente. Notizia positiva: Flaminio esaurito. Coreografia bicolore, 5.000 irlandesi, ma la spinta del pubblico servirà come non mai. Perché mai come questa volta, incredibile a dirsi, possiamo farcela. Motivazioni, riscatto a parte non mancano: non battiamo i Verdi da una decina d’anni e sentiamo l’ombra il Cucchiaio di Legno avvicinarsi.


Francia-Scozia. Diciamo subito che il risultato è chiuso. I Galletti non saranno scampo agli Highlander, che sono in crisi più di noi. Capitan Paterson è fuori e pur avendo tutti giocatori di caratura internazionale, non riescono ad esprimersi a certi livelli. Mancano un paio di stelle nei ruoli-chiave e finché non le trovano sono destinati alla sofferenza, sport preferito dagli scozzesi. Ci metteranno l’anima, i punti se li prenderà la Francia.

Galles-Inghilterra. Prendete 15 Dragoni e buttateli su un campo da rugby: faranno faville. Ecco la storia del Galles attuale, un concentrato di tecnica, astuzia e capacità che fra le sue fila annovera l’ala Shane Williams, miglior giocatore del mondo nel 2008 e un manipolo di gente che trasforma la palla ovale in note musicali. Difficile che i Sudditi di Sua Maestà vìolino il Millenium ma ci proveranno, mettendo in campo ordine e cervello. Forse non basteranno, contro gli All Blacks dell’Emisfero Nord.

sabato 14 febbraio 2009


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