DAVID BECKHAM SECONDO IL MESSAGGERO

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Riporto integralmente un articolo apparso sulla cronaca nazionale del Messaggero del 6 gennaio. L'autore, Marco De Martino, traccia un identikit esilarante e preciso di David Beckham...


di MARCO DE MARTINO


"ROMA - Il prezioso manufatto da esposizione nonché calciattore David Robert Joseph Beckham, di anni 33, debutta oggi con il Milan contro l’Amburgo a Dubai, località esotica del Golfo che tra vapori di califfi ed effluvi di petroldollari ben si confà allo status commerciale e universale del personaggio. Per la verità il divino è in dubbio per un volgare “indurimento muscolare”, una cosa molto terrena che al massimo potrebbe interessare un polpaccio di Favalli; in ogni caso vista l’attesa messianica ormai creatasi in zona è probabile che Beckham una sgambata la farà, anche se malconcio. Del resto, visto quello che ha combinato negli ultimi anni, vivo o morto va benissimo lo stesso. Perché lui è una visione, un puro spirito, un calciatore virtuale, la metà spaccata di una ditta coniugale: e basta che stia là. Anche muto come un pesce palla, anche immobile come la piramide di Cheope, anche con la maglia vuota, tanto c’è sempre una moneta che rotola dalla sua parte. Incredibile: più evapora il mito e più si consolida il marketing, più non va in campo e più va sulle copertine.



Del resto è l’unico che abbia fatto un film senza farlo, bend it like Beckham, Sognando Beckham, o meglio “toccandola come lui”, cioè la palla, nel film del 2002 che rivelò al mondo Keira Knightley e fece sognare tutti nei panni dell’indiana Parminder Nagra che aveva sul letto il poster della star.Di Beckham si erano perse le tracce un paio di anni fa, quando in cambio di 250 milioni di dollari aveva deciso di fare l’Evangelizzatore lasciando gli ex galacticos di Madrid per riconvertire l’America al calcio. Il contratto-timer col Milan, due mesi a Milano e poi il 9 marzo di nuovo a fare il Grande Gatsby a Beverly Hills, è stato uno tsumami commerciale che se non ha commosso il mondo ha almeno fatto saltare sulla sedia Dolce e Gabbana, Armani e Kelvin Klein, Galliani e Tom Cruise, mentre attorno al suo paradisiaco sorriso ora si azzuffano media e Tv, mezzo milione di euro per infilarsi dieci minuti nella casa del Grande Fratello, oppure 600 mila euro, chi offre di più?, per andare a Sanremo a dire: «Italia ciao». Ask to my agents, chiedi ai miei agenti: pare sia stata questa la prima frase che Beckham pronunciò, appena nato, quando la mamma Sandra Giorgina chiese al frugoletto se voleva un po’ di latte. Poi venne il resto, la prima parte della carriera molto bella e molto vincente che schizzò nella stratosfera grazie al matrimonio con la schiva Victoria Adams detta “Posh”, fighetta, di un anno più grande di lui. Curiosa, la Spice girl: è l’unica cantante al mondo di cui nessuno abbia mai sentito la voce, eppure è stata il turbo della carriera del marito. «Metto sempre un tacco di 12 centimetri perchè con le scarpe basse non riesco a concentrarmi»: una comunque capace di far soldi anche con gli schiaffoni dati al marito per le presunte scappatelle visto che la fiction da Central Bank, nelle giornate senza vento o nelle tempeste, ha sempre continuato ad alimentare milioni e leggende.



L’inferno non conosce collera come quella di una donna scornata, ricordava già Shakespeare anni fa: ma nel caso di Victoria conta solo il business.Di Beckham disse una volta George Best: «Ha un piede solo, contrasta poco, fa pochi gol, di testa non la prende mai e non è un trascinatore: a parte questo, è ok». Sempre meglio di quello striscione esposto in curva dai tifosi spazientiti del Real Madrid: «Sei bello ma impara a giocare a pallone, finocchio». Beckham, amato dalle donne e icona per i gay, non se ne è mai preoccupato, tanto lui continua ad alimentare la slot-machine mentre gli altri continuano a rosicare, il problema semmai è dei compagni che devono correre per lui, o di Ancelotti. Nonostante questo, Beckham resta un mito, un violinista che non suona più, ma anche un santuario dedicato al business complice un talento che non si può trascurare, che non è solo fuffa. Provate a chiederlo ai tifosi della Roma che affronteranno la sua ombra domenica sera all’Olimpico e già vivono l’incubo, Beckham che si alza dalla panchina, entra in campo luminoso e leggero, sorride, piazza la palla, calcia la punizione e il pallone fa plof, dopo un percorso da stella filante, nell’angolo della porta di Doni.



Beckham è un vuoto a perdere ma profumato, il suo piede destro resta una delizia, e poi tanto c’è tutto il resto, e magari Victoria incontrerà Ilary Totti e le ragazze si faranno due chiacchiere.Probabile che sia un trionfo di carta, ma sempre carta filigranata, perché tanto Beckham dove lo metti benissimo sta, visto che guadagna quando dorme, quando fa la statua al centro di uno stadio, quando si fa la barba, persino quando si beve una Pepsi. Rivederlo in campo, magari a Roma, sarà comunque una gioia. L’uomo sandwich si mangerà la notte perché dell’artista non conta il concreto, ma l’astratto. E nessuno è più astratto di Becks".
sabato 10 gennaio 2009


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1 commento:

Andrew ha detto...

però e ancora un buon giocatore direi