AH! L’ITALIA...

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3 Comments

«I mezzi d’informazione, in teoria, dovrebbero essere i cani da guardia del potere. In Italia, però, sono più cani da riporto...». Ecco, questa definizione del livello dell’informazione nel nostro Paese fornita da Marco Travaglio rende perfettamente l’idea e forse non sarebbe necessario andare oltre.


Però, visto che ci siamo...


In questi giorni si sta assistendo alle vicissitudini di Alitalia. Situazione che sta oscurando la campagna elettorale anche se, a dirla tutta, c’è ben poco da oscurare considerando che si tratta di una delle campagne più noiose dal dopoguerra ad oggi.


Allora che fare? Ovvio, ci si butta a capofitto. Ed allora ecco che Berlusconi, in pieno stile “ghe pensi mì”, spara tutte le cartucce a disposizione e dice: ho pronta la cordata. Sui membri della cordata c’è un po’ di confusione visto che fino ad ora ogni annuncio è stato smentito. Emblematico quello dei giorni scorsi quando il Cavaliere ha tirato in ballo la Mediobanca e l’Eni dicendo di aver già sistemato tutto. Peccato che nel giro di qualche ora i due colossi abbiamo diramato due comunicati stampa in cui si diceva sinteticamente: non sappiamo di cosa stia parlando (Mediobanca) e non ci pensiamo per niente (Eni).


Ora, in un Paese normale questa sarebbe stata interpretata da tutti come una di quelle figure di m... destinate a riecheggiare in un lungo e in largo. Roba da far impazzire i giornali. Invece no. Berlusconi con calma olimpica ha acceso il solito disco dal titolo “sono stato male interpretato” dando la colpa ai giornalisti che «hanno attinto le penne nel rosso della sinistra».


Allora: a parte il fatto che due colossi del calibro dell’Eni e di Mediobanca non si mettono a smentire vociucole di corridoio o notizie de il Manifesto o Liberazione, ma se parlano lo fanno a ragion veduta; ciò non toglie che da giorni Berlusconi sta mettendo in mezzo a questa cordata chiunque, amici e figli compresi senza però tirar fuori nulla di concreto.


Resta il fatto che in Italia un atteggiamento del genere non desta alcuna preoccupazione né sui giornali, né tra gli elettori.


Tanto per comprendere la scala di valori presenti nel resto d’Europa (e intendo quasi tutta Europa...) cito due esempi: il primo riguarda la Spagna, il secondo la Francia.


Madrid, 11 marzo 2004. Tre stazioni ferroviarie della capitale iberica vengono colpite da dieci esplosioni. Si tratta di un attentato terroristico che causa circa 200 morti e migliaia di feriti tra i pendolari che si trovavano in zona visto che si trattava dell’ora di punta. Un giorno nero. In Spagna ci sono le elezioni. Da una parte c’è il conservatore Aznar (presidente uscente) ultrafavorito; dall’altra c’è tale Zapatero socialista destinato all’ecatombe. Passano le ore e ad un tratto Aznar afferma, di fronte alla stampa, di sapere con certezza chi siano i mandanti dell’attentato terroristico. «Si tratta dell’Eta ne abbiamo le prove» dice sicuro. Peccato che poco dopo Al Quaeda rivendicherà l’azione. Aznar torna davanti ai giornalisti e chiede scusa (cosa in Italia impensabile). Morale: Zapatero vince di brutto e Aznar non fa più nemmeno l’amministratore di condominio.


Francia, 25 febbraio 2005. Si dimette il Ministro dell’Economia Hervè Gaymard. Il politico viene pizzicato da Le Canard Enchaînè (giornale satirico) che lo sbugiarda spiegando come il ministro e la famiglia vivano in un appartamento di 600 metri quadri nella zona più ricca di Parigi per un affitto di 14.000 euro pagati dai contribuenti. Fin qui tutto normale visto che – dicono dal Governo – la legge lo prevede. Peccato però che poco dopo si viene a sapere (sempre dai giornali) che Gaymard (il quale da tempo aveva dato vita ad un battaglia contro gli sprechi pubblici) ha altri sei appartamenti (tre in provincia e tre a Parigi) e che oltretutto ha speso 150.000 euro (soldi pubblici ovviamente) per adeguare la sua casa alle esigenze della sua famiglia. Morale della favola: Gaymard non fa più nemmeno il rappresentate dei genitori a scuola e si è beccato pure la strigliata del presidente del suo partito, l’Ump, Nicolas Sarkozy.

Proprio come in Italia insomma.

sabato 29 marzo 2008


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3 commenti:

tommi ha detto...

complimenti, bel post e soprattutto bel blog! vada per lo scambio link! a presto, spero.
tommi - www.bloginternazionale.com

Il Rompiblog (Damiano) ha detto...

Puoi contarci!!!!!!!

Grazie

Franky ha detto...

Ciao complimenti anche a te per il blog, ti ho linkato ciao a presto