"Nedim Sener e Ahmet Sik, due reporter investigativi agli arresti dallo scorso marzo in una prigione di massima sicurezza di Istanbul, erano tra gli 11 imputati che speravano in una fine della custodia cautelare quando sono apparsi in tribunale venerdì scorso. Ma dopo un’udienza fiume, durata dalla mattina fino quasi a mezzanotte, si sono visti respingere la loro istanza: “Dato che la raccolta delle prove non è stata ancora completata e visto il forte sospetto che un crimine sia stato commesso la corte ha votato all’unanimità perché la detenzione degli 11 sospettati continui” ha raccontato alla Reuters Sedat Celik, avvocato di uno degli imputati. Secondo Celik “le prove alla base di questo processo sono completamente infondate”. (…) Il problema è che in carcere non ci sono solo Sener e Sik ma altri cento membri della stampa. E’ uno dei numeri più alti al mondo che ha fatto scivolare la Turchia di dieci posizioni rispetto al 2010 nella classifica redatta da Reporters sans Frontieres sulla libertà di stampa".
lunedì 30 gennaio 2012
Turchia. Circa 100 i giornalisti in carcere
Monica Ricci Sargentini su Le Persone e la Dignità segnala un problema non da poco per quel che riguarda la libertà d'informazione in Turchia, stato che dovrebbe entrare a far parte dell'Unione Europea. La situazione è leggermente preoccupante.
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domenica 29 gennaio 2012
Abel Books cerca blogger per recensire ebook
L'ufficio stampa di Abel Books lancia
la proposta di critica letteraria rivolta ai Blog che nella rete si
occupano di libri e culture.
"I primi 50 bloggers che ci contatteranno riceveranno alcuni libri (nei formati richiesti di .pdf, .epub o .mobi) che dovranno poi recensire. Abel metterà poi online sul sito e su Facebook il link dell’articolo. In questo modo andremo a creare un flusso di lettura competente e professionale utile ai lettori che così potranno meglio orientarsi nella scelta del libro da leggere. I bloggers possono anche visitare il catalogo e richiederci specifici titoli. Noi li spediremo in attesa della recensione. Se hai un blog di culture contattaci alla email abelbooks@hotmail.com".
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venerdì 27 gennaio 2012
Giovanni Tizian: il tuo coraggio non vale #4euroalpezzo
Se non lo avessi visto in fotografia probabilmente non avrei mai detto che quel Giovanni Tizian che ieri mi sono trovato di fronte era lo stesso giornalista sotto scorta perché minacciato dalla 'ndrangheta.
Sarà che nell'immaginario comune uno si aspetta il reporter d'assalto. Sguardo deciso, faccia dura, sigaretta sempre accesa. Invece guardi gli occhi di questo giovane imbarazzato dalle telecamere che gli puntano i colleghi addosso e non riesci a capacitarti di come qualcuno voglia fargli del male. Ti sforzi di immaginare un boss mentre riflette su come toglierlo di mezzo. Lui, quel mingherlino che parla a bassa voce, come per non disturbare.
E invece Giovanni Tizian disturba: lo fa con le sue incheste, con le righe che macina senza sosta su una tastiera tartassata dalla sua voglia di scrivere la verità. Di raccontare a NOI la verità perché "è giusto così". Tre parole che pronuncia con una semplicità che ti lascia come uno stoccafisso. "È giusto così". È, giusto, così.
E più lo senti parlare, più gli senti dire "che tanti giovani sono Giovanni Tizian, tanti giornalisti vivono sotto minaccia per pochi euro a pezzo e nonostante tutto vanno avanti", più ti viene voglia di scuoterlo di dirgli "ma chi te l'ha fatto fare!" "perché non pensi a vivere la vita normale che meriti, perché non mandi affanculo gli editori che ti sfruttano?".
Ma poi ti fermi a riflettere che tu, noi, tutti, abbiamo un disperato bisogno di persone come lui. Solo che non può e non DEVE essere lasciato solo perché un giornalista, quando fa bene il suo mestiere, rende un servizio alla collettività e la collettività può aiutarlo dimostrando che in questo cavolo di paese esiste ancora un rigurgito di moralità che ti porta ad indignarti quando un'inchiesta ti svela cosa stanno combinando alle tue spalle.
Vedi la sciatteria, il disinteresse, lo sfruttamento di editori che pagano pochi euro a pezzo come se il lavoro di Giovanni non valesse nulla. Come lui, noi, non valessimo nulla. E gioisci anche di giornate come quella di ieri perché comunque senti di non essere solo, che finché se ne parla c'è una base su cui costruire qualcosa.
Ti arrabbi con te stesso e ti accorgi di arrivare ad odiare questo mestiere perché l'amore che provi nel farlo ogni giorno, il brivido che ti dà il foglio bianco riempito dalle tue parole, l'incapacità di osservare il mondo che ti circonda senza collocarlo in colonne e battute sono talmente grandi da impedirti di restare troppo lontano da un Pc.
E poi capisci che ha ragione Giovanni.
È giusto così.
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Premio Letterario Nabokov 2011: tutti i vincitori
Sabato scorso si è tenuta a Novoli (Lecce)
la serata di premiazione del Concorso "Nabokov" edizione 2011 organizzato dall'agenzia letteraria Interrete.
Ecco il comunicato con tutti i vincitori:
"Sul palco sono saliti i finalisti di ogni sezione che hanno ricevuto il diploma e una copia dell'ultimo numero de Il Giornale letterario.
Una volta terminata questa prima parte della cerimonia si è passati alla premiazione vera e propria che ha visto trionfare nella sezione narrativa: Osvaldo Piliego, “Fino alla fine del giorno”, Lupo editore. Nella sezione poesia: Cinthia De Luca, “Penombra d'oltre”, Aletti Editore. Nella sezione saggistica: Daniela Musini, “I 100 piaceri di d'Annunzio”, Stampa Alternativa.
Sono state poi assegnate alcune menzioni speciali.
Per la narrativa: Flavio Venditti, “Amore in Saldi”, Prospettiva editrice; Stefania Jade Trucchi, “Il candore dell’ anima”, Sperling & Kupfer editori;
Menzione speciale per la saggistica a Gustavo Rinaldi, “Garibaldi, l’avventuriero, il massone, l’opportunista, Controcorrente edizioni e a Salvatore Badalamenti, “Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano”, La Zisa Comunicazione;
Menzione speciale per la poesia: Caterina Davinio, “ Fenomenologie seriali, Campanotto editore; Michele Di Virgilio, “Ho visto uomini cadere”, Sentieri Meridiani Edizioni;
Al termine è stato reso noto il bando del 2012 che prevede un montepremi per quasi 7000 euro".
Qui trovate video, foto, e bando 2012: http://premionabokov.wordpress.com
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mercoledì 25 gennaio 2012
#4euroalpezzo: diretta Twitter da piazza Montecitorio
Domani dalle 14 i giornalisti precari scendono in piazza. A Montecitorio ci sarà il sit contro lo sfruttamento nelle testate e in favore di Giovanni Tizian. Qui sotto trovare la diretta Twitter. Per partecipare l'hashtag è #4euroalpezzo. Fatevi vedere e fatevi sentire.
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City chiude e la redazione occupa il web
Dopo Liberazione anche la redazione di City ha deciso di occupare, seppur virtualmente, la redazione prendendo possesso del sito, della pagina Facebook e della colonna degli sms. Le motivazioni risiedono nella decisione, come ampiamente spiegato dal comitato di redazione del freepress del gruppo Rcs, dell'azienda di chiudere definitivamente la testata.
"La redazione di City, riunita in assemblea, proclama lo stato di agitazione permanente e vara un pacchetto di proteste multimediali: occupazione del proprio sito web, profilo facebook, colonna degli sms.
L’iniziativa è stata decisa dalla redazione dopo l’annuncio della sospensione delle pubblicazioni del quotidiano free press di Rcs Mediagroup entro... la fine di febbraio. Da oggi quindi sia sul sito del giornale che su facebook sono disponibili gli aggiornamenti sullo stato della protesta. Chi vuol dire “no alla chiusura di City” può scrivere all’indirizzo city@rcs.it o mandare un sms al 3424111753: i messaggini saranno pubblicati sul giornale.
La redazione ha anche deciso di sospendere i turni di ribattuta e si scusa con i lettori che non potranno avere a disposizione sul giornale del giorno dopo le notizie di tarda serata, come i risultati delle partite di calcio. Il cdr ringrazia tutti i colleghi e i lettori per la tangibile dimostrazione di solidarietà dimostrata nei confronti di chi lavora a City".
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Jovanotti Twitter lo sa usare
Concerto improvvisato quello di questo pomeriggio da Jovanotti. Il cantante lo aveva annunciato ieri sul suo profilo Twitter (seguitissimo) e dalle 15 è andato in diretta con Twitcam dal suo studio per un'ora e mezza (poi ripetuta) con tutti suoi followers.
Idea furba, a costo zero, che conferma come Lorenzo Cherubini (o il suo staff comunicazione) sappia sfruttare un social network come Twitter. Si è passati dai suoi classici, a Gaber fino addirittura ad un ritorno al passato da dj con musica come quella di Benny Benassi. Il tutto interagendo con gli utenti.
Bella trovata.
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martedì 24 gennaio 2012
A Novoli e al Salento devo dire solo "Grazie"
Non ero mai stato nel Salento e me ne pento. Rima a parte non posso che ringraziare all'infinito gli organizzatori del festival "Incipit" di Novoli (Lecce), in particolare il padrone di casa Piergiorgio Leaci, per l'ospitalità e per avermi aperto le porte del bellissimo e rinnovato teatro comunale di piazza Regina Margherita.
Un'esperienza bellissima e spero che la presentazione di "Paese che vai, giornalismo che trovi" abbia interessato il pubblico in sala. Di certo i botta-e-risposta con Andrea Giannasi sono sempre divertenti.
Sulla quantità e qualità di cibo ingurgitato in due giorni insieme agli altri compagni di viaggio vi basti sapere che sto ancora digerendo e con gusto. Libro o meno, in Salento ci torno. Potete scommetterci.
Qui sotto trovare le foto della presentazione.
Nel video, invece, tutta l'intervista (non è lunghissima).
Blacklands di Belinda Bauer
Sono rimasto incollato davanti a questo ebook il più a lungo possibile durante la notte (l'unico momento in cui riesco a leggere per motivi di tempo). In alcuni casi mi sono ritrovato alle quattro del mattino senza nemmeno rendermene conto. Il ritmo con cui Belinda Bauer (Marsilio Editori) ha scritto e costruito Blacklands è così serrato che definirlo incalzate può apparire un eufemismo.
Questa la trama: Steven Lamb ha dodici anni anni, e
passa il suo tempo a scavare buche nell'Exmoor. Spera di trovare il
corpo di suo zio. Sono passati quasi vent'anni da quando il piccolo
Billy, allora undicenne, è scomparso, probabilmente vittima del serial
killer Arnold Avery, ora in carcere. Eppure, la nonna materna di Steven
lo sta ancora aspettando, mentre la famiglia intorno a lei va in pezzi,
incapace di superare una perdita così crudele. Per chiudere finalmente i
conti con il passato, Steven decide di scrivere ad Avery una lettera
anonima, chiedendo indicazioni sul luogo in cui ha sepolto Billy. Ma
quando Avery capisce che ha di fronte un bambino, in lui ritorna
prepotente l'istinto del killer.
La capacità della Bauer di rendere distintamente i pensieri del piccolo Steven e di Avery in un'alternanza tra inconsapevole ingenuità e lucida perversione omicida rapisce il lettore sin dalle prime pagine. Il piccolo protagonista, spinto dalla voglia di ritrovare il corpo dello zio per ricucire (per non dire fondare ex novo) un rapporto soprattutto con la nonna, matura con il passare dei capitoli mentre il serial killer, all'inizio sicuro e chirurgico nei suoi pensieri, perde il controllo compiendo enormi passi indietro.
Un poliziesco, vero, ma senza troppe tinte splatter. Pensare che la Bauer è un'esordiente.
Questa recensione rientra nel progetto lanciato da Marsilio Editori di cui ho parlato qui.
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lunedì 23 gennaio 2012
Basta #4euroalpezzo. Basta minacce. Il 26 gennaio giornalisti precari in piazza
“4 euro a pezzo e sotto scorta”
Siamo tutti Giovanni Tizian!
Sit-in a piazza Montecitorio, 26
gennaio ore 14 - Insieme in piazza per dire NO allo
sfruttamento, NO alle mafie
In piazza per esprimere solidarietà al
collega Giovanni Tizian, giornalista precario sotto scorta per le
inchieste sulle mafie al Nord, ma anche per “rompere” la
solitudine di lavoratori “invisibili” e senza tutele, per
chiedere l'immediata approvazione della proposta di legge sull'equo
compenso per il lavoro giornalistico non dipendente, per sostenere
una trattativa sul mercato del lavoro che cancelli il “precariato
a vita” e la deregulation selvaggia di questi anni. Noi giornalisti
senza contratto non siamo una “casta” come molti credono, né
dei “privilegiati”, come ci ha definito un mese fa anche il
Ministro del Lavoro, Elsa Fornero.
Accanto a Giovanni e gli altri
colleghi…
Non si può essere pagati 4 euro ad
articolo e, come sovrapprezzo, finire sotto scorta. Né si può vivere
sotto minaccia, com’è capitato alla collega pugliese Rosaria
Malcangi, vittima di un’intimidazione dinamitarda, o come capita in
vari modi ad altri colleghi. Né si può farla finita come Pierpaolo
Faggiano, suicida lo scorso giugno: a 41 anni veniva ancora pagato soltanto
6 euro a pezzo.
Retribuzioni indecorose
Da sud a nord il mercato dell’editoria
si regge sullo sfruttamento. Il giornalismo italiano ha cambiato
volto: gli autonomi e i precari sono 24 mila rispetto a 19 mila
assunti. Contribuiamo per oltre il 50% alla realizzazione di
quotidiani, periodici, radio, tv, online; le nostre firme sono sulle
principali testate italiane. Eppure, lavoriamo in trincea, fuori
dalle redazioni, pagati a pezzo con compensi quasi sempre irrisori, a
volte di pochi euro e liquidati dopo mesi, o con Cococo spesso
“capestro”, senza percepire nemmeno un fisso al mese.
Se chiediamo di essere pagati in tempi
certi e decorosi, rischiamo di non lavorare più. Se la testata
chiude o decide di non aver più bisogno della nostra collaborazione,
siamo senza alcuna protezione né ammortizzatori sociali. Vietato
ammalarsi o andare in ferie. Di rimborsi spese nemmeno a parlarne. La
pensione? Un miraggio. Niente tutele contrattuali, previdenziali,
assicurative.
I “paria” dell’informazione
Il precariato sottopagato non è più
limitato al “periodo di prova”, cui segue un’assunzione: può
invece durare una vita intera, privandoci di un presente dignitoso,
rubandoci i sogni, le prospettive di un futuro e a volte anche la
dignità personale, prima che professionale.
Subito la legge sull’equo compenso:
no contributi a chi sfrutta
Un lavoro sempre precario, oltre a
ledere la dignità personale, rende il giornalista più vulnerabile,
in quanto più facilmente oggetto delle pressioni degli editori.
Chiediamo migliori condizioni di
lavoro, anche attraverso regole certe, per poter garantire
un’informazione di qualità ai cittadini.
Chiediamo al Parlamento una rapida
approvazione della proposta di legge sull’equo compenso per il
lavoro giornalistico “non dipendente”, che ha come riferimento
l’art. 36 della Costituzione: in discussione alla Camera, prevede
che il rispetto dei compensi minimi debba essere requisito necessario
per l’accesso a qualsiasi contributo pubblico da parte delle
aziende editoriali. Chiediamo regole certe in un mercato del lavoro
sempre più selvaggio.
Un’informazione sotto ricatto è un
gravissimo danno anche per i cittadini e la democrazia
Comitato promotore “GIORNALISTI SENZA
TUTELE: ALTRO CHE CASTA” (freelance, autonomi e parasubordinati di
Stampa Romana ed Errori di stampa)
Contatti mail: 26gennaio@gmail.com;
freelance@stamparomana.it
Hashtag su Twitter: #4euroalpezzo
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