giovedì 7 marzo 2013

Sfancula con noi i giornalisti radical chic! Viva la ASGRC!



Ti sei sempre sentito libero di dire che Sallusti è giornalista tanto quanto quello che vende i peluches del pulcino pio sotto casa tua, ma non di criticare la De Gregorio, Travaglio, Scanzi o altri perché sennò apriti cielo? Bene QUESTO È IL POSTO CHE FA PER TE. Apro a te la mia bacheca. Qui nessuno di giudicherà. Anzi comincio io per primo tanto per dare il buon esempio.


"Ciao, mi chiamo Damiano Celestini e da sempre penso che Concita De Gregorio stia al giornalismo come Hello Kitty alla ricerca sulle staminali"

Cosa stai aspettando? Noi della ASGRC (associazione sfanculiamo i giornalisti radical chic) stiamo aspettando solo te! 

NB: per le iscrizioni basta cliccare "Divertente", "Interessante" o "Eccezionale" a questo post. Che è più o meno il funzionamento delle Parlamentarie del M5S.


AGGIORNAMENTO DI OGGI


È nata solamente ieri ma la ASGRC (associazione sfanculiamo i giornalisti radical chic) ha già raggiunto un incoraggiante numero di iscritti. Se non hai ancora avuto modo di iscriverti non ti preoccupare. A breve organizzeremo un meeting/congresso per valutare nuovi ingressi. Il tutto avverrà secondo poche semplici regole ottenute mescolando i processi democratici del Pd e del M5S. Eccoli:


CANDIDATURE
Si potranno candidare solamente coloro che hanno dato ampia e documentata dimostrazione di conoscere a memoria tutte le scoppole elettorali di Massimo D'Alema e relative motivazioni che possano confermare che alla fine non è stata mai colpa sua. Al tempo stesso ogni candidato dovrà sposare una causa legata a qualche popolazione disseminata del mondo. Come ad esempio: esportare i pannelli fotovoltaici agli esquimesi sodomiti della Lapponia del Sud oppure insegnare le formazioni della Roma dal 1985 ad oggi ai cannibali dai capezzoli a chiodo della Nuova Zelanda. In assenza di una popolazione da salvare l'Associazione ne fornirà una pescando a caso da un numero di National Geographic. Vietato l'uso del dialetto fiorentino. 

VOTAZIONI
Le votazioni avverranno solo ed esclusivamente online ma dopo aver dimostrato, caricando un video su YouTube, di saper imitare Bersani. Sarà eletto chi avrà ottenuto il maggior numero di "Mi Piace" e "Retweet". È stata in extremis approvata anche la "mozione Poke". Quattro Poke = 1 voto. Durante le votazioni e lo scrutinio sarà permesso andare in bagno seguendo però la regola dei due mandati. Ci si va due volte poi basta. Nel caso si necessitasse, dopo la seconda volta, della toilette l'Associazione fornirà bottiglie e secchi marchiati col fascio littorio gentilmente offerte da Casapound mentre come carta igienica, visto che il riciclo è importante, saranno usati i sondaggi pre elettorali del Pd.


PS: Se ve lo state chiedendo. Sì, non avevo granché da fare. 

lunedì 4 marzo 2013

Dieci libri sul giornalismo secondo me su Reader's Bench

E niente. È on line il nuovo numero di Reader's Bench e c'è un mio articolo in cui parlo di 10 libri sul mondo del giornalismo che sono stati importanti per me e che consiglierei. È a pagina 20 però vi consiglio di leggere tutta la rivista perché Clara Raimondi & Co. sono bravi. Ma bravi sul serio. 

Potete leggere il magazine qui





E scaricare il pdf qui: https://docs.google.com/file/d/0B3Jzn5A1n6CcN0pIUkdwNVNodUk/edit?usp=sharing

martedì 8 gennaio 2013

Giornalisti, quanto ci piace candidarci

 Tanto per chiarire. Per me un giornalista può candidarsi. È un cittadino libero ed è suo diritto farlo. Quello che non accetto è che, una volta finita la carriera politica, ritorni regolarmente al suo posto nella tv pubblica o in giornali non di partito come se nulla fosse.

Avere una propria visione del mondo è una cosa, dichiararla apertamente con tanto di tessera di partito e poi pretendere di risultare minimamente obiettivo è un'altra.

Questa è un'anomalia del giornalismo italiano. E non dite che in altri paesi è lo stesso perché i nostri numeri di questo fenomeno sono imbarazzanti e lo sapete.

Il nostro mestiere e l'attività politica sono divisi da un confine. Spesso (troppo spesso) sottile, certo, ma c'è. Possiamo oltrepassarlo ma non si può tornare indietro.

giovedì 13 dicembre 2012

"Notizie ad Alta Velocità" domani al Vaticano


Domani al Vaticano c'è "Le notizie ad alta velocità". L'evento, organizzato dalla Asr e da Nuovo Trasporto Viaggiatori, si terrà presso l'Auditorium Augustinianum (via Paolo VI 25, al Vaticano) dalle 10 alle 13 e metterà a confronto Italia e Inghilterra nella complessa transizione all'informazione digitale. Coordinati da Piero Schiavazzi, direttore degli eventi Elea,  interverranno esponenti del mondo della nostra editoria e di quella britannica. Nell'occasione l'Asr presenterà la traduzione italiana del Rapporto 2012 del Reuters Institute e il corso di formazione per giornalisti che Asr e Sky Italia hanno organizzato per i colleghi di Skytg24.   

"L'Asr ha voluto questo appuntamento, per il quale ringrazio Ntv spa per la collaborazione, - ha detto Paolo Butturini, segretario dell’Asr - per offrire a cittadini e addetti ai lavori una pietra di paragone sullo stato dell'informazione e del suo futuro. L'Inghilterra è certamente una delle punte di diamante di questo processo e sarà interessante confrontarsi con Guardian, Bbc, Itv e Reuters Institute,  sapendo che poi dovremo trovare una nostra via sia imprenditoriale sia sindacale".

L’evento potrà essere seguito in diretta sul servizio Active di SkyTg24 e su Twitter seguendo @stamparomana oppure #stamparomana.

Ecco chi parlerà 
SALUTI INIZIALI
Antonello PerriconePresidente Nuovo Trasporto Viaggiatori
Mariella ZezzaAssessore Lavoro, Formazione e Istruzione Regione Lazio
INTRODUCE
Paolo ButturiniSegretario Associazione Stampa Romana
PARTECIPANTI
S.E. Mons.Claudio CelliPres. Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali
Lucia AnnunziataDirettore Huffington Post Italia
Giulio AnselmiPresidente ANSA e FIEG
Luisa BaldiniReporter BBC
Luigi CarlettiConsulente formazione Asr
Vittorio Di TrapaniSegretario Usigrai
Mario GiordanoDirettore TgCom24
Luigi GubitosiDirettore Generale Rai
David LevyDirettore Reuters Institute
Julian MarchDirettore Area Digitale Itv
Nic NewmanDigital Strategist
Laura OliverThe Guardian
Allegra SalvadoriBlogger italo-inglese
Giuseppe SciarroneAmministratore Delegato di Nuovo Trasporto Viaggiatori
Gian Antonio StellaInviato de Il Corriere della Sera
Sarah VarettoDirettore SkyTg24
Andrea ZappiaAmministratore Delegato Sky Italia
MODERA
Piero Schiavazzidirettore eventi Elea

martedì 23 ottobre 2012

Qualcuno era #choosy perché...



Qualcuno era choosy perché non capiva che se uno lavora non è detto che poi debba essere pagato 

Qualcuno era choosy perché non apprezza l'ebrezza di rincorrere il datore di lavoro per avere lo stipendio

Qualcuno era choosy perché nonostante anni di studio, lauree e master a fare il piastrellista a 2.000 (?) euro al mese proprio non ci pensa

Qualcuno era choosy perché non gli risultava che i piastrellisti prendessero 2.000 euro al mese...

Qualcuno era choosy perché faceva notare che se prendi 1.000 euro al mese e un affitto di un monolocale costa 600 euro o una stanza (in nero) costa 500 non è possibile vivere

Qualcuno era choosy perché pensava che un giorno avrebbe preso una pensione

Qualcuno era choosy perché la pensione? E che è?!

Qualcuna era choosy perché voleva avere dei figli

Qualcuna era choosy perché non aveva capito che se hai dei figli non ti rinnovano il contratto

Qualcuno era choosy perché pensava che se sei malato e non puoi muoverti forse dovresti restare a casa

Qualcuno era choosy perché “Malattia? Lo siento, no hablo tu idioma...”

Qualcuno era choosy perché credeva che “flessibilità” non equivalesse a “precariato ad aeternum”

Qualcuno era choosy perché era convinto che uno stage serva a te per imparare e all'azienda per trovare e formare nuove risorse

Qualcuno era choosy perché sosteneva che se uno usa gli stagisti per avere ogni sei mesi dipendenti a costo zero andrebbe fatto chiudere

Qualcuno era choosy perché “al call center ci lavoro pure ma come campo con 3,5 euro l'ora?”

Qualcuno era choosy perché non aveva ben chiaro che “Meritocrazia” non fa rima con “Italia”

Qualcuno era choosy perché non si è fatto eleggere in Regione

Qualcuno era choosy perché avrebbe potuto lasciare l'Italia

Qualcuno era choosy perché ancora oggi non capisce che paese sia un paese dove gli Under 40 devono espatriare per lavorare e poi pagare le tasse in un'altra nazione

Qualcuno era choosy perché poi si ricordava che tanto in Italia le tasse le pagano in pochi

Qualcuno era choosy perché “se non sei figlio di qualcuno da me che vuoi!?”

Qualcuno era choosy perché nonostante tutto si incazza sbattendo quotidianamente la testa contro un muro fatto di pressapochismo e ostilità. Contro una barriera di inettitudine che circonda una giungla senza regole che ci ostiniamo a chiamare paese civile. E non si rassegna proprio al fatto che non possa nemmeno permettersi di sognare un futuro.

Quindi, gentile Ministro Fornero non si preoccupi. Noi non siamo choosy. Se lo fossimo stati come elettori negli anni passati Lei ora non sarebbe al suo posto.

lunedì 1 ottobre 2012

HuPo e i minorenni col braccio teso

Ci voleva la Annunziata per farmi dare ragione a Gianni Alemanno. L'articolo pubblicato oggi dall'Huffington Post sul figlio del sindaco di Roma che pubblica foto su Facebook in cui fa il saluto romano merita un paio di commenti.
Non si pubblicano foto di minorenni. Sì, erano su Facebook che è un social network. Ma una cosa è pubblicare le foto, per quanto cretine, sul mio profilo. Altra cosa è appropriarsene e sbattere un minorenne in homepage oltretutto, come spiega pure Mantellini, senza citare la fonte o mettere il link.
L'usanza di prendere foto dai profili social è diventata propria di tutti giornali. Ma sui ragazzi, fino a prova contraria, ci sono delle regole (qualcuno se la ricorda la carta di Treviso?) che vanno rispettate. Anche se il ragazzo in questione non brilla per intelligenza.    

Equo compenso: sì alla legge subito, l’impegno dei parlamentari alla Asr


Comunicato di Stampa Romana
Approvare entro ottobre al Senato la proposta di legge sull’equo compenso giornalistico affinché possa essere, immediatamente dopo, varata in via definitiva dalla Camera e dunque prima della fine della legislatura.
E’ l’impegno preso dai parlamentari intervenuti questa mattina all’incontro organizzato dall’Associazione stampa romana per sollecitare la conclusione dell’iter legislativo.
I giornalisti hanno ribadito l’importanza di porre un freno allo sfruttamento e al ricatto cui sono quotidianamente sottoposti coloro che, privi di garanzie e tutele, rappresentano oltre la metà dei professionisti dell’informazione in Italia. Di tutte le età. Non si tratta infatti né di un problema generazionale, né di esclusivo interesse dei giornalisti. Un’informazione sotto ricatto è un gravissimo danno per i cittadini e la democrazia.
“L’equo compenso - ha spiegato il segretario dell’Associazione stampa romana, Paolo Butturini - è uno strumento per difendere i colleghi e per dare loro la possibilità di essere autonomi e rispondere solo ai cittadini. Una legge importante che andrà comunque accompagnata da una serie di norme contrattuali e di regole da contrattare con gli editori”.
Simile la posizione di Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto della Federazione nazionale della stampa che ha sottolineato come “l’equo compenso sia un passo avanti nella battaglia del sindacato. L’obiettivo è anche la stabilizzazione dei colleghi che di fatto lavorano come dipendenti nelle aziende”.
Rossi ha poi ringraziato le personalità del mondo della scienza, dello spettacolo e della società civile che hanno aderito all’appello lanciato ai parlamentari dalla Commissione nazionale lavoro autonomo dell’Fnsi, trasformata in una raccolta di firme dall’Associazione articolo 21, il cui direttore, Stefano Corradino, è intervenuto all’iniziativa. Oltre 1.500 le firme raccolte in una settimana.
“Sono cautamente ottimista e vedo segnali positivi per l’approvazione del progetto di legge entro la fine del mese”, ha spiegato il senatore Vincenzo Vita (Pd) membro della Commissione Lavoro al Senato dove si sta discutendo l’equo compenso.
Un messaggio ai parlamentari è stato invece lanciato dal deputato Enzo Carra (Udc): “Faccio una proposta ai colleghi: impegnamoci a bloccare la riforma sull’editoria se non passa l’equo compenso”.
Presente il presidente della Fnsi, Roberto Natale, hanno illustrato le proposte sull’equo compenso Bruno Tucci, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, Massimo Marciano, consigliere di amministrazione dell’Inpgi e membro della Commissione regionale lavoro autonomo e Moira Di Mario, responsabile del Coordinamento collaboratori atipici e precari di Asr.
A garantire il proprio impegno per la rapida approvazione della legge e anche il riesame dell’intera normativa italiana ed europea sul lavoro giornalistico, sono intervenuti, oltre a Vita e Carra, anche il deputato Andrea Sarubbi (Pd) e il parlamentare europeo David Sassoli (Pd). Hanno inviato messaggi di impegno e solidarietà, il senatore Stefano Pedica (Idv) e i deputati Maria Coscia (Pd), Antonio Rugghia (Pd) e Giuseppe Giulietti (gruppo misto).

Diretta Twitter "Fai tuo l'equo compenso"

venerdì 28 settembre 2012

"Fai tuo l'equo compenso" L’appello dei giornalisti ai parlamentari

Ricevo e pubblico dall'Associazione Stampa Romana:

"Fai tuo l'equo compenso" è l'appello che sarà lanciato ai parlamentari eletti nel Lazio e agli eurodeputati della stessa circoscrizione, nel corso dell'incontro  organizzato dalla Commissione regionale lavoro autonomo e dal Coordinamento lavoro autonomo, atipico e precario dell'Associazione stampa romana sul progetto di legge sull'equo compenso giornalistico in discussione al Senato. L'incontro si terrà lunedì prossimo, 1°ottobre, alle 12 nella sala "Efisio Serra" dell'Asr, in piazza della Torretta, 36 a Roma.

L'iniziativa si inserisce nella campagna di mobilitazione nazionale di tutti i precari e freelance a favore dell'approvazione della legge prima della scadenza della legislatura. Una mobilitazione di massa partita proprio da Roma il 31 luglio scorso con una affollata conferenza stampa al Senato sul progetto di legge, voluta fortemente dall'Asr in collaborazione con la Federazione nazionale della stampa e il movimento Errori di Stampa, proseguita a Napoli il 17 settembre in un incontro con i parlamentari campani  e che sta andando avanti in rete attraverso l'appello ai parlamentari lanciato dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi che l'associazione Articolo 21 ha trasformato in una raccolta di firme ancora aperta. 

Le proposte dei giornalisti per la rapida approvazione del progetto di legge saranno illustrate da Paolo Butturini, segretario dell'Asr,  da Giovanni Rossi segretario generale aggiunto della Fnsi e Presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, da Bruno Tucci, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio, da Massimo Marciano, Consigliere di amministrazione Inpgi, da Moira Di Mario, responsabile Coordinamento lavoro autonomo, atipico e precario Asr e dal movimento Errori di Stampa. La difesa della democrazia e della libertà di stampa è anche tutela dei diritti dei giornalisti precari. 

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